VERONICA BENEDETTI - Il condominio (strati di me)


Il progetto si compone di una raccolta di immagini realizzate in un palazzo.
La costruzione progettata nel 1963, si trova a Degioz, in Valsavarenche, tra le montagne della Valle d’Aosta dove l’autrice è cresciuta.
Con le chiavi in mano, spinta dalla curiosità, affascinata dagli ambienti e desiderosa di tener traccia dei lavori in corso, Veronica vi ha fatto ritorno più volte - dall’agosto 2018 - assistendo al cambiamento della facciata e alla lenta svestizione degli interni. Ad ogni visita la costruzione appariva sempre più spoglia, le cose lasciate venivano via via rimosse, sottratte per sempre. I pensieri si facevano nostalgici rendendo il legame con quegli spazi sempre più profondo. Ogni cosa stava abbandonando quel luogo. I processi di de-costruzione, smaltimento e rimozione degli strati stavano facendo il loro corso. Ben presto non ne sarebbe rimasto che un cumulo di macerie.
L’artista ha realizzato una serie visiva che attesta l’esistenza di questo luogo guardando a ciò che vi ha trovato e a come vi ha interagito, guidata dalle sensazioni che ogni cosa restituiva lungo il cammino.
Per ogni piano ha inscenato una sequenza di autoritratti. Ha cercato un dialogo con quanto ha avuto a disposizione: la macchina fotografica, il suo corpo ed il luogo in cui si trovava. Nelle fotografie ha raffigurato la sua esperienza tra le stanze di questo palazzo, vivendo con esso la trasformazione in simbiosi. Strati di struttura come strati di coscienza. La consapevolezza che, in quella casa vuota, potesse essere chiunque. Ha deciso quindi di indagare il rapporto con il tempo, con la sostanza e con la fine.

Nata ad Aosta nel 1992, Veronica Benedetti consegue il master di fotografia all’Accademia John Kaverdash di Milano, prosegue gli studi con un corso all’Istituto Italiano di Fotografia tenuto da Leonello Bertolucci ed estende la sua formazione su altre piattaforme curate da Niccolò Fano, Alessia Locatelli e Silvia Bigi.
Il suo strumento espressivo principale è il medium fotografico pur sconfinando in altre pratiche, come video, scultura ed installazione. La sua ricerca si caratterizza per il segno introspettivo con cui esplora la memoria, l’identità e il rapporto tra uomo e spazio.
Le sue opere sono state esposte in mostre collettive e personali, in Italia e all’estero. Nel corso della sua carriera vince il Premio Musa per donne fotografe, è tra i vincitori dell’Intarget Photolux Award, finalista all’Arteam Cup 2020, è selezionata da Paolo Woods per Rendez-vous Image, espone alla Fondazione Dino Zoli, a Riphoto e a Milano PhotoFestival.
Pubblica il suo primo libro “Il condominio (strati di me)” vincitore del Premio “Le immagini rilegate” a cura di Roberto Mutti. Esposto alla Kasa dei libri di Milano, il libro d’artista è parte della collezione di Andrea Kerbaker al Kapannone dei libri di Angera.
Veronica vive e lavora a Milano.