MICHELE DI DONATO - Brain Damage

BRAIN DAMAGE

“Ho voluto guardare in faccia l’abisso, ben consapevole dei rischi di questa operazione. E credo di esserne uscito fuori bene, anche se sento che qualche strascico è rimasto in me e sono sicuro che tornerà, per diventare forse un altro progetto fotografico”. Michele Di Donato

Dipendere da qualcuno o da qualcosa sottende l’essere privati della propria libertà. Un atteggiamento ignobile che priva del diritto naturale all’autonomia di scelta, proprio dell’essere umano. Ma se sottrarre quella libertà, se perdere l’autosufficienza nella gestione del corpo, del tempo, delle emozioni fosse un atto volontario verso sé stessi allora la faccenda diventerebbe spiazzante, rasentando il paradosso.

Anche se appare inconcepibile, molto spesso infatti è l’essere umano a rivolgere verso sé stesso gesti e azioni, mascherati da illusoria libertà estrema, che innescano le più varie forme di dipendenza. L’interrogativo si fa ancora più pressante: perché privarsi della propria libertà per scelta, illudendosi di essere così più liberi di “prima”? La risposta, probabilmente è contenuta in quel “prima” perché la ricerca della dipendenza (qualunque essa sia) è una risposta a un bisogno scatenato da un’assenza. Quindi la soluzione “migliore” sembra quella di lanciare alla società segnali di rivincita (ma leggi sconfitta), anomale richieste di attenzioni con pericolose conseguenze scatenate da errate scelte personali che provengono dalla società liquida e distorta in cui viviamo. È un circolo vizioso in cui l’essere umano è contemporaneamente vittima e carnefice.

Queste riflessioni amare sono il presupposto del processo creativo che soggiace al progetto in mostra di Michele Di Donato, dal titolo Brain Damage. Il lavoro in esposizione, così come il libro omonimo, è diviso in quattro “aree di dipendenza” e l’autore cerca di dare una… No, la frase non termina con “risposta” ma con la parola “testimonianza”. Di Donato infatti entra nelle situazioni e le documenta, compie un atto di immersione esperienziale in zone buie del cervello (e dell’animo) umano che decide – volontariamente – di perdere lucidità e lasciarsi andare alla decadenza.

Con le sue fotografie, Michele ci “strattona” per far sapere che esistono mondi paralleli distorti dal danno cerebrale autoinflitto che può essere il farmaco anestetico della ketamina, il malato desiderio di magrezza estrema, fino ad arrivare alla più assurda delle “droghe”: l’aspirazione compulsiva alla dipendenza stessa, qualunque essa sia.

Craving, Doppelgänger, Lost in the K-Hole e Rorschach, questi sono i titoli dei quattro “capitoli” del libro e della mostra, un tentativo di “leggere” la contemporaneità e di dare una rappresentazione della società liquida in cui viviamo.

Loredana De Pace
giornalista – curatrice indipendente



BIOGRAFIA
MICHELE DI DONATO
Michele Di Donato è nato in Puglia nel 1968 e vive in Sicilia da circa vent’anni. Studia economia aziendale e comincia a lavorare come formatore PNL e Analisi Transazionale, come consulente di marketing e comunicazione. Si dedica alla fotografia sin da piccolo, all’inizio da autodidatta e poi studiandola in numerosi corsi e master. Svolge workshop in diversi contesti formativi sulla percezione visiva, la comunicazione visiva e la narrazione fotografica. Lettore di portfolio, nel corso del tempo ha ricevuto apprezzamenti a livello nazionale e internazionale fra i quali il Moscow International Foto Award 2015, 2016, 2020, il Budapest International Foto Award 2020, il Tokyo International Foto Award 2017, 2020, IOAF CONCH Award 2020 in Corea del Sud e il Sony World Photography Award 2017. Le sue immagini sono state pubblicate su magazine come FOTO Cult, Cities, L’Oeil de la Photographie, Spectrum, Gente di Fotografia, Edge of Humanity Magazine Usa. I suoi scatti fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private e sono state esposte in mostre personali in tutto il mondo. Collabora con diverse aziende come product and advertising photographer, come Air Dolomiti, BNP Paribas-Italia, SNDesign Italia. È rappresentato dalle gallerie Singulart (Parigi), Saatchi Art (New York). Il suo ultimo libro si intitola Brain Damage (TDAS Editore – Catania, 2020).

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