ESPOSITORI

REGGIA DI COLORNO - PIANO NOBILE

REGGIA-APPARTAMENTO DUCA

REGGIA-APPARTAMENTO PRINCIPE (lato sud)

COLORNO - SPAZIO MUPAC ARANCIAIA

PARMA -Spazio espositivo BDC

REGGIA DI COLORNO -ex Libreria Panciroli

 

CARLO FELICE CORINI - L’UOMO E L’ETERNITÀ


Mostra a cura di Marco Scotti

L’Artificio dell’Eternità
Una mostra che parte da un tema per rileggerlo attraverso anni di viaggi e di scatti. A partire da una contrapposizione, quella tra “L’Effimero e L’Eterno”, che fa da filo conduttore per tutta la rassegna, Carlo Felice Corini ha selezionato due serie di fotografie, divise tra bianco e nero e colore, tra immagini digitali e stampe: un modo per restituire la frammentazione dei punti di vista presente nei suoi scatti, nei quali la memoria e i suoi simboli si affiancano a manifestazioni, rituali e abitudini effimere e contemporanee, e dove le architetture sono lette attraverso la presenza umana, ritratta o solo richiamata.
La lettura del tema è declinata in dieci stampe in bianco e nero per dieci differenti città – Mexico City, Bangkog, Varsavia, Vienna, Dublino, Napoli, Varanasi, Modena e Praga, fino al Lido di Venezia – all’interno delle quali statue, figure e spazi si richiamano secondo il filo conduttore di un’eternità impossibile e solo rapidamente rappresentata. Su Video poi la stessa lettura è ulteriormente portata avanti attraverso categorie e modelli interpretativi, strumenti di selezione all’interno di un repertorio costruito in anni di ricerca, sopralluoghi, viaggi, e letture. Con una formazione da architetto, Carlo Felice Corini ha ovviamente un’attenzione e uno sguardo particolare, affiancato da un approccio che parte sempre da modelli della storia della fotografia – ma anche dell’arte, della letteratura, dell’architettura – e che si riallaccia alla grande tradizione fotoamatoriale italiana del Novecento.
Effimero e eterno sono così ricercati nel rapporto e nella contemplazione delle opere d’arte come degli edifici, nel rapporto tra un’icona della modernità come il Seagram Building di Mies van der Rohe e gli sguardi dei passanti sui marciapiedi di New York come nei dettagli del Pantheon che fanno da sfondo alla figura umana, oppure sono richiamati da riti, luoghi e gesti legati a differenti religioni, dai suoni di Jaipur all’offertorio di Chang Mai, inframezzati alla quotidianità che ritroviamo in tutti gli scatti.
I monumenti appaiono completamente decontestualizzati, edifici un tempo sedi della polizia segreta sono riletti nella quotidianità contemporanea, come sfondi per un mercatino improvvisato oppure per le foto di gruppo dei turisti, e anche il mausoleo di Lenin sulla Piazza Rossa di Mosca diventa una quinta improvvisata per il ritratto – apparentemente surreale – di un turista che si autorappresenta con i simboli della propria nazione, il sombrero e la maglia da calcio della nazionale messicana. Tutte tracce della storia che si sovrappongono e si contrappongono ai segni del viaggiare e del vivere contemporaneo. Così anche i riti funebri e i luoghi di sepoltura che chiudono questo racconto, da Varanasi a Kyoto fino ai pochi oggetti appoggiati come ultimo saluto sulla tomba dello scrittore Andrea Camilleri a Roma, sono sempre rappresentati attraverso un contrasto temporale, un gesto sospeso, un dettaglio spiazzante e spesso dissacrante.
Il tempo di questa nuova serie, pensata per Colorno Photolife e declinata tra l’apparente effimero dell’immagine digitale e la permanenza della stampa fotografica, è affidato quindi allo sguardo dello spettatore, così come lo stesso potrà costruire diverse narrazioni a partire dallo schema interpretativo dato da luoghi e categorie, così come dalle indicazioni geografiche e temporali, assegnando nuovi significati ad appunti di viaggio, letture dello spazio urbano e dell’architettura, dialoghi tra arte, simboli e persone. Effimero ed eterno sono così punti di partenza per remixare un grande racconto, che parte dal progetto e utilizza la scrittura fotografica come strumento per rappresentare fianco a fianco mitologie e sottoculture, immagini e sguardi, superfici e spazi. Un percorso alle radici della modernità, dove il contingente e il quotidiano non escludono una tensione verso l’immutabile, tra l’idea di congelare il movimento e la moltiplicazione infinita di immagini e icone, tra esperienza personale e valori universali.




Carlo Felice Corini, architetto, si occupa di fotografia fin dall'adolescenza. Dalla pratica in camera oscura analogica all'esperienza, negli anni più recenti, nell'elaborazione digitale dell'immagine, la fotografia ha sempre affiancato la pratica progettuale.
Nel corso degli anni ha frequentato numerosi workshop fotografici in molte sedi italiane ed estere, in particolare: TPW, Leica Accademy e Nikon School.
Ha partecipato a diversi eventi fotografici: Le altre arti degli architetti parmigiani a Parma nel 2007, FotoGrafia – Festival internazionale di Roma nel 2009.
Ha pubblicato nel 2013 Stadt Bilder raccolta di fotografie di scene urbane scattate durante frequenti viaggi di studio.
Si interessa prevalentemente alla fotografia di architettura e di viaggio.