ITALO RONDINELLA "HOPE AMID DESTRUCTION"

Nel gennaio 2025, a poche settimane dalla caduta del regime di Bashar al-Assad in Siria, Aleppo emerge come un crogiolo di speranze e di sfide. La città, un tempo fulcro economico e culturale del Paese, porta le cicatrici di oltre un decennio di conflitto.
Nel novembre 2024, le forze di opposizione, guidate da Hay'at Tahrir al-Sham (HTS), hanno conquistato gran parte della città, segnando una svolta inaspettata nel conflitto.
Il vuoto di potere, innescato dal crollo del regime, ha aperto una nuova fase di transizione politica. HTS ha assunto un ruolo centrale nel governo della città, cercando di ristabilire l'ordine e promuovere la ricostruzione. Nonostante le sfide, tra cui la gestione della sicurezza e la formazione di un nuovo esercito nazionale, il nuovo gruppo al potere lavora per guadagnare il supporto della popolazione, affrontando anche le questioni connesse alle tensioni tra le milizie curde e le forze sostenute dalla Turchia nel nord del Paese.

Italo Rondinella (Bologna, 1974) è un fotografo documentarista, giornalista e filmmaker italiano che vive e lavora da molti anni a Istanbul.Dopo essersi laureato in Giurisprudenza all'Università di Bologna e aver esercitato la professione di avvocato per quasi dieci anni, ha deciso di cambiare vita per dedicarsi interamente alla fotografia. Si è quindi trasferito in Spagna per specializzarsi in fotogiornalismo all'UAB di Barcellona, iniziando a collaborare con quotidiani come il Corriere della Sera ed el Periódico de Catalunya.Il fulcro della sua ricerca visiva si concentra su temi sociali complessi, migrazioni, minoranze, conflitti globali e questioni ambientali. Dal 2011 ricopre inoltre il ruolo di fotografo ufficiale della Biennale di Venezia per le mostre internazionali d'arte e di architettura. Ha lavorato a lungo con agenzie e istituzioni internazionali di rilievo, come l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)

Il quartiere curdo di Sheikh Maqsoud, situato nel cuore di Aleppo, rappresenta un microcosmo delle complesse dinamiche post-belliche. Governato principalmente dalle Unità di Protezione del Popolo (YPG), durante il conflitto ha subito numerosi assedi ma, nonostante le difficoltà, ha mantenuto una notevole resilienza.
Oggi è al centro degli sforzi di riconciliazione e ricostruzione, nel tentativo di integrare le diverse comunità etniche e religiose che compongono il tessuto sociale di Aleppo.

Tra le minoranze più vulnerabili in questa fase di transizione vi sono le comunità cristiane - tra cui gli armeni, i cattolici e greci ortodossi - che per secoli hanno contribuito a forgiare il carattere multiculturale della città. Durante il regime di Assad non hanno subito persecuzioni ma temono che questo possa accadere adesso, sotto il nuovo governo islamista.
Sebbene i leader locali abbiano promesso protezione per le minoranze, la mancanza di garanzie concrete e il rischio di nuove discriminazioni spingono molti cristiani a valutare l'esodo definitivo dalla città.

La popolazione locale sta affrontando la difficile realtà della ricostruzione. Molti residenti, dopo anni di esilio, soprattutto in Turchia, stanno facendo ritorno, ma si trovano di fronte a enormi problemi legati alla diffusa distruzione urbana e alla carenza di servizi essenziali.
Le sfide maggiori riguardano la fornitura di elettricità, acqua e l’assistenza sanitaria ma anche la cura dei traumi psicologici del conflitto.
Anche la sicurezza è una preoccupazione costante, con la necessità di disarmare le milizie e stabilizzare le regioni periferiche. Le tensioni tra le diverse fazioni richiedono un delicato equilibrio politico e diplomatico.